Pignotti Maurizio

E’ molto importante secondo me,oltre alle informazioni tecniche di uno scatto,tutto il retroscena per realizzarlo,dal backstage alle varie peripezie che di volta in volta possono capitare.Tutto cio’ rende lo scatto piu’ interessante con una sua storia ,e le difficolta’ lo rendendolo ancora piu’ prezioso.

La mia passione per i monti sibillini e’ nota a chi mi conosce o segue da tempo , gli scenari che offre questo parco nazionale sono infiniti ,per la sua natura ancora in gran parte incontaminata , ne fanno una delle oasi piu’ importanti del centro italia . I monti sibillini vengono suddivisi in alcune aree o versanti , quello che secondo me rimane uno dei piu’ suggestivi e particolari e’ il versante ovest confinante con la regione umbria , ma e’ difficile fare paragoni perche’ le aree sono diverse tra loro e uniche nelle loro particolarita’. La zona di cui parlero’ nel mio reportage e’ situata dove una volta dominava un lago glaciale , la sua conformazione la rende molto fotogenica nel suo genere.

Sorgere del sole da Forca canapine

Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG).Il paese si trova in cima ad una collina che si eleva sull’omonimo altopiano, uno dei più vasti dell’Italia centrale ed inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’altezza di 1.452 m s.l.m. ne fa il centro abitato più elevato dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). Il paese si trova a circa 28 km di distanza da Norcia, ed è raggiungibile attraverso una strada panoramica. Secondo i dati Istat del 2001, è abitato da 150 residenti.Tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l’altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza, La Fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Anche se la festa della “Fiorita” ricade nella terza e nell’ ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo incantevole spettacolo.

inizia l’alba a Forca canapine 1600mt

Ogni anno tutto è affidato all’andamento climatico della stagione.Chiamata dagli abitanti di Castelluccio “Lénta”, è il prodotto rappresentativo del paese per eccellenza. L’uso di questo legume è antichissimo come dimostra il ritrovamento di semi in tombe neolitiche datate 3000 A.C. La lenticchia è una pianta annuale, che fiorisce tra maggio e agosto, appartenente alla famiglia delle leguminose. L’inconfondibile sapore, le dimensioni molto piccole, la resistenza ai parassiti e la coltivazione esclusivamente biologica, oggi ne fanno un prodotto ricercatissimo. Viene seminata, non appena il manto nevoso è completamente disciolto.Ma nei mesi invernali questa zona si trasforma , magicamente in una lunga distesa di neve e ghiaccio , sembra di essere in un altopiano di tipo afgano vicino al tetto del mondo “tibet” , le temperature possono essere anche molto rigide , il clima e’ mutevole e repentino nei suoi cambiamenti , tutto questo a volte lo rende un’ambiente quasi ostile , ma molto affascinante per un fotografo naturalista che ama un pizzico di avventura .Pensate nel gennaio 1985 nelle piane di castelluccio il termometri battevano -35° centigradi , non molto tempo fa nel marzo 2005 si sono raggiunti -32°,insomma temperature “polari” o hymalayane.

La piana di Castelluccio coperta da un tappeto di nebbia

Quello che vi raccontero’ in seguito non affronta queste temperature ,ma comunque molto basse , e in questi casi le difficolta’ aumentano notevolmente.Scattare una foto in estate a 30° e scattarla in inverno a -12° credetemi se vi dico che non e’ la stessa cosa.Comunque l’ambiente e l’aria che si respira da queste parti , mi fa un’effetto particolare sia fisico che mentale ,l’aria e’ decisamente pura e priva di inquinamento quindi i polmoni ne possono solo giovare , ma anche lo scenario che vi si presenta , ogni volta diverso , lascia il segno .

Ho quindi deciso di fare un piccolo reportage invernale di questa zona , ma dovevo farlo con le condizioni adatte ,cioe’ con neve e basse temperature , quindi non mi rimaneva che aspettare il momento giusto per organizzare la cosa ed intraprenderla . Finalmente arrivano le prime nevicate ,ma troppo brevi e con temperature che sciolgono subito il manto nevoso . Ma l’inizio del mese di dicembre 2010 sembra il periodo giusto ,quello da sfruttare al meglio visto che il sole rimane spesso basso all’orizzonte e le giornate sono cortissime ,condizione ideali per non avere una luce troppo dura e poco creativa.

Prima dell’alba,splende venere sulla destra castelluccio a sx

Il 5 dicembre 2010 alle ore 03.00 del mattino sono partito con la mia attrezzatura verso l’altopiano di castelluccio .La partenza e’ di buon mattino perche’ mi necessitano almeno 1,5 – 2 ore di auto per arrivare,e calcolato che devo trovarmi una buona postazione e una luce adatta bisogna darsi da fare.Premetto che il giorno prima di un “raid” fotografico di un certo tipo controllo sempre le previsioni meteo ,e tramite le webcam in rete controllo lo stato di innevamento del luogo.Appurato che c’era neve fresca e che il tempo metteva al bello ho deciso di partire,l’unica cosa che mi faceva un po’ tremare era la temperatura prevista,circa -12 gradi centigradi per quella fascia oraria,con strade completamente ghiacciate.Fortunatamente,in previsione dei miei raid fotografici invernali ho montato 4 gomme termiche nuove di zecca,ad alta densita’ con mescola particolare,e devo dire che i risultati sono stati ottimi visto il grip delle gomme su pure lastre di ghiaccio.

E’ importante in questi casi portare qualche snack ad alto contenuto calorico,aiuta a sopportare il freddo,ma soprattutto un abbigliamento adatto,che faccia da scudo a queste temperature .

L’attrezzatura, in queste condizioni estreme puo’ andare in crisi, se subisce shock termici veloci,quindi fate gradualmente abituare le lenti alla nuova temperatura,la batteria deve essere carica altrimenti va giu’ rapidamente con questo freddo,se fate molti scatti meglio portarsene una di riserva.

monte porsche e palazzo borghese all'alba
monte porsche e palazzo borghese all’alba

Una volta partito tengo sempre il navigatore satellitare acceso,non perche’ non conosca la strada…ma per evitare multe agli autovelox che sono numerosi su queste strade,e potrebbero rendere “costosissimo” il suddetto “raid fotografico”.

Il fatto che a quest’ora la citta dorma ,e questo silenzio irreale rende tutto diperse’ particolare,ma…. mano a mano che ci si avvicina ai luoghi del parco diventa magia pura tutto cio’ che si vede.Lo scenario che mi si presenta salendo di quota e sempre piu’ suggestivo ed intenso,le mie speranze di fare ottimi scatti sono sempre piu’ concrete.Le strade cominciano ad essere completamente bianche e ghiacciate,ma le gomme fanno il loro dovere alla grande.

Tutta la valle immersa nel gelo

Alle cinque del mattino,e’ notte fonda,sotto un celo stellato irreale.. e ce’ il pianeta venere che splende con una luminosita’ impressionante…,sotto ….un manto bianco di neve e ghiaccio.Arrivato a castelluccio,inizio a scendere per il pian grande,ma, a questo punto ,le cose si complicano perche un “tappeto” di nebbia fitta e bianca si stende sopra la piana e io ci entro dentro.La visibilita’ a questo punto e pressoche’ nulla 2-3- metri,e nel frattempo si e’ alzato un vento forte e gelido,vi ricordo i -12 gradi centigradi,il mio entusiasmo e le mie speranze di fare ottimi scatti vanno lentamente scemando in un pessimismo sempre piu’ presente.

Credo che ero l’unica persona presente quella mattina, a quell’ora, con quel clima,non vedevo passare auto o persone nulla di nulla,sembrava di essere nel luogo piu’ remoto della terra in quel momento,ma la cosa rendeva il tutto ancora piu’ affascinante.

Gioco di colori in un alba gelida

Ad un certo punto decido di proseguire verso forca canapine che si trova piu’ in alto ,nella speranza di bucare la nebbia ed aprirmi un varco per fare i primi scatti.Le mie speranze vengono premiate,tutto ad un tratto mi si apre la visuale ,e senza esagerare mi toglie il fiato dalla sua bellezza e suggestione.Vedo d’innanzi a me la mole del monte vettore che buca la nebbia soffice e candida,a sinistra castelluccio riesce anche lui ad uscire da questo tappeto bianco,il tutto con un cielo incomparabile ricco di stelle ,e venere splende incontrastato alla destra di tutto lo scenario, completamente innevato e gelido.

Fenomeno della Galaverna all’alba Forca canapine 1600mt

Visto l’approssimarsi dell’alba e dei vari colri che si susseguono cerco di non perdere tempo, e mi trovo una postazione su un costone ,a ridosso di un dirupo ma con ottima visuale su tutta la valle ,decido di fermarmi e preparare l’attrezzatura.I queste situazioni estreme,ci si muove molto male,faccio un esempio,prendo il cavalletto e cerco di aprirlo e stenderlo,ma il freddo e’ talmente forte che si incolla continuamente ai miei guanti e rimane difficile manovrarlo,gli scarponi sembrano incollarsi a terra ogni volta che faccio un passo,ma lentamente ci si abitua e si va avanti.

Vetta baciata daiprimi raggi

Finalmente l’attrezzatura e’ pronta ed inizio i primi scatti,con scarsita’ di luce onde evitare il mosso,uso il telecomando ,e blocco lo specchio della reflex,uso iso molto bassi per evitare al massimo il rumore e dare piu’ dettaglio,poi alla fine ce’ anche un lavoro di post produzione,che a volte non nascondo ,e’ particolare e molto elaborato.

Spunta il sole dalla cima del redentore

Fatte le prime foto cerco sempre di spostare la postazione in modo da avere diversi punti di vista e diverse angolazioni.In questi casi il tempo e’ prezioso perche’ la luce migliore dura poco,non ce’ molto tempo allora bisogna scattare molto.. in poco tempo con tarature diverse . Ad un certo punto mentre scattavo le foto vedo da lontano in mezzo ai rami innevati 2 sagome muoversi , poco dopo riconosco il fatto che siano dei lupi , dal colore e dal pelo , non faccio nemmeno in tempo a spostare la mia reflex che questi se la sono gia’ svignata….e con piccolo rammarico riprendo a scattare foto al paesaggio , che ognimodo continua a sprigionarmi emozioni forti .

La piana si colora

Quando il sole gradualmente inizia ad alzarsi riscendo nella piana nell’intento di spostare le mie inquadrature e cogliere sfumature diverse , e con molta soddisfazione dopo alcune ore di scatti mi avvio verso casa sapendo che qualcosa di buono ho portato in cascina . Alla fine di questa piccola esperienza , ho estrapolato alcune delle migliori foto di quella notte godetevele e date voi un giudizio,un saluto

Il tappeto di nebbia si dirada alle pendici del redentore

 

Soffici albori nella piana

 

Rami gelati sotto l’imponente cima del redentore


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